«Il conflitto tra Russia e Georgia non va letto come un ritorno alla Guerra Fredda, bensì come espressione di una fase diversa, e nuova, del confronto tra la Russia e l’Occidente». A sostenerlo è uno dei più autorevoli studiosi del «pianeta russo»: il professor Vittorio Strada. Per quanto riguarda il ruolo fin qui giocato dal governo italiano in questo scenario di crisi, Strada rileva: «Se rapportato all’attivismo di Francia e Germania, non v’è dubbio che l’Italia abbia sin qui svolto un ruolo marginale». Qual è la vera posta in gioco nel conflitto tra Mosca e Tbilisi? «La posta in gioco è il controllo su alcune aree di importanza geostrategica ed economica, che vanno al di là della Georgia, e che in questo caso riguardano l’area caucasica e quelle contigue del Mar Nero e dell’area caspita. Si tratta di aree di interesse mondiale, in particolare per la Russia. Tanto più che accanto alla questione georgiana per Mosca ne esiste una ancora più importante: la questione ucraina». Molti analisti riferendosi al conflitto tra Russia e Georgia parlano di un ritorno alla Guerra Fredda. «È un immagine indubbiamente ad effetto ma che non dà conto delle novità presenti in questo tipo di conflitto. In realtà ci troviamo a dover fare i conti con una fase diversa, e nuova, del confronto tra la Russia e l’Occidente».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78138
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