Atene – Un grande Ibra apre la strada, il gruppo gli si mette a ruota. Facile. Nei due momenti duri lo svedese ha ribaltato quanto il campo stava mostrando: piattone per Mancini, esterno per Adriano, due a zero e i settantamila dell’Olimpico di Atene a torso nudo a piangere.
Non c’era molta apprensione per questo esordio, l’aria era buona, Mourinho ha scelto di metterli dentro in tre contemporaneamente, Ibra e i suoi due falchi, un po’ per far vedere che lui è uno che punta alto e un po’ perchè ci credeva. Il Panathinaikos è partito sparato, l’Inter ha guardato come si fa per educazione quando si entra in casa d’altri. I greci ci tenevano, hanno preso i gol nei loro due momenti migliori, Ibra li ha sbattuti davanti alla realtà, è il trascinatore che la squadra ha bisogno per fare quel salto di qualità in Europa che potrebbe fare la differenza. Magari poi una notte segna anche lui, e allora agli altri non resta che restare nello spogliatoio. Ha fatto il campo talmente tante volte che così non si era mai visto, ha fatto passare in secondo piano la regia di Vieira, la direzione di Cambiasso, la tenacia di Cordoba e Materazzi e le volate di Maicon. L’Inter ieri sera è stata lui, alla fine il pallone per Adriano è stata una sciabolata che ha tagliato in due il Partenone.
Non era partita benissimo, si può fare di meglio, quando poi Ibrahimovic ha messo sulla sua sinistra un pallone che in genere avvolge nella carta regalo, scarta il portiere in uscita eccetera, eccetera, è venuto da pensare che per lo svedese il perdiodo non fosse proprio dei migliori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291131
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