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È un torneo Atp

Aprile 16, 2009

Bepi Nava Ufficio stampa Rai la precisazione Caro Direttore,in risposta a quanto affermato nell’articolo dal titolo «Niente cambi per i tecnici Rai.

C’è il torneo di tennis aziendale», pubblicato ieri dal vostro quotidiano, la Rai precisa che, attualmente, le squadre tecniche impegnate nelle zone dell’Abruzzo colpite dal sisma operano tutte con una turnazione in grado di coprire l’orario di trasmissione consentendo, però, il riposo previsto.Peraltro, a fronte dei tragici eventi in Abruzzo, il Direttore Generale della Rai ha già disposto la riduzione del personale tecnico addetto alle riprese televisive (decise due mesi fa) del torneo di tennis organizzato dal Circolo Sportivo Rai.Corre, tuttavia, l’obbligo di precisare che il torneo non è una gara aziendale riservata ai suoi iscritti, ma rappresenta una delle tappe italiane dell’Atp Challenger Tour che permette ai giocatori più giovani di acquistare punti preziosi per la classifica mondiale e di fare esperienza internazionale.Non è prevista, infatti, nessuna partecipazione di dipendenti della Rai.E’ da aggiungere che i proventi dell’iniziativa detratte le spese organizzative saranno devoluti dal Circolo Sportivo della Rai in favore delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo.Per quanto riguarda la copertura televisiva, considerata la natura internazionale dell’evento, è previsto un impegno (si ripete, deciso due mesi fa) quotidiano di trasmissione in diretta, in onda su «Rai Sport Più» e sul canale della Federazione Italiana Tennis «Supertennis.» Cordiali saluti

Fonte:
http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?id=1600647&codiciTestate=1

Georgia, navi russe rimarranno al porto di Poti

Agosto 24, 2008

Il presidente georgiano Saakashvili Divergono le interpretazioni di Tbilisi e di Mosca sull’accordo mediato dalla presidenza francese dell’Ue per mettere fine al conflitto russo-georgiano, mentre sale la tensione sul Mar nero, dove la flotta russa rischia di trovarsi faccia a faccia con navi militari della Nato. La Russia, attraverso il suo vicecapo di stato maggiore Anatoli Nogovitsin, fa sapere di riservarsi il diritto di pattugliare le città georgiane come il porto di Poti, dato che il quinto punto dell’accordo prevede «misure rinforzate di sicurezza», e che i trattati di pace del 1992 davano spazio a controlli di «caschi blu» anche in territorio georgiano. Ma il parlamento di Tbilisi, su richiesta del presidente, Mikhail Saakashvili, proroga lo stato di guerra di due settimane, fino all’8 settembre, e afferma che il ritiro russo non è affatto completato, in violazione del documento firmato dalle parti. Nogovitsin si dice preoccupato del rafforzamento di navi della Nato nel Mar nero – alle fregate spagnola e tedesca si sono aggiunte una nave Usa e una polacca, mentre sono attesi altri due vascelli militari statunitensi, ufficialmente per portare aiuti umanitari – anche perchè la zona continua a essere pattugliata dalle navi della flotta russa.«Non credo che ciò contribuisca alla soluzione della crisi», ha detto il generale: «La situazione nel Mar Nero ha la tendenza a un aggravamento». Lo stato maggiore russo denuncia anche concentrazioni di truppe di Tbilisi al centro della Georgia e attività dei servizi segreti georgiani per preparare covi in vista di attacchi terroristici contro l’Ossezia del Sud.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78305