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Fincantieri e il partito del no Tutti i nomi, dal Pd alla Fiom

Ottobre 3, 2008

(…) Un partito che ha anche qualche sparuto simpatizzante nel centrodestra, ma che ha il suo habitat naturale a sinistra. Non a caso, i più strenui oppositori della quotazione in Borsa di Fincantieri sono larghi settori della Fiom, i metalmeccanici della Cgil. Una confederazione, quella di Epifani, che – come già successe con Cofferati – tende sempre più a porsi come contropotere politico: dalla trattativa sull’Alitalia a quella sui rinnovi contrattuali, passando per l’appunto da Fincantieri. Con Cisl, Uil e Ugl sulla sponda del fare sindacato e la Cgil, sempre più spesso, su quella del fare politica con il sindcato.Ma le frontiere del partito del no, non si fermano alla Fiom. Penso, ad esempio, ad alcuni settori del Pd. Ancora l’altro giorno, in consiglio provinciale, era iscritta all’ordine del giorno una mozione del democrat Simone Pedroni dal titolo «sulla paventata privatizzazione e quotazione in Borsa di Fincantieri». Lascio il giudizio sulle parole al dizionario dei sinonimi: «Paventato: deprecabile, sventurato. Vedi anche: deprecato, increscioso, indesiderabile, ingrato, sgradevole, sgradito, spiacevole, temuto, dannato, doloroso, luttuoso, malaugurato, maledetto, rovinoso, triste». La mozione, ribadisco, è presentata da un consigliere del Pd, quella che dovrebbe essere la sinistra moderna e riformista.Non mancano poi in questo partito, come potrebbero mancare?, gli «intellettuali». A tal proposito, segnalo la risposta a un lettore dello scrittore Maurizio Maggiani apparsa sul Secolo XIX di lunedì.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295348

Luglio 12, 2008

Rapina e sparatoria nel Senese Bandito ucciso dal gioielliere

Luglio 10, 2008

da SienaÈ stato un tentativo di rapina drammatico e sanguinoso quello che ieri mattina ha sconvolto la tranquillità di San Rocco a Pilli, grossa frazione residenziale in comune di Sovicille, alle porte di Siena.Tutto si è svolto in un attimo: verso le 10 uno o forse due rapinatori (non è ancora chiaro infatti se il secondo malvivente sia entrato subito o se attendesse il compare all’esterno come «palo»), armati di pistola e a volto scoperto, hanno fatto irruzione nella gioielleria di proprietà del cinquantanovenne Gino Sestini, ex operaio metalmeccanico e e portatore di quattro bypass, intimandogli di consegnare tutti i preziosi. Ma forse i malviventi non avevano messo in conto la notevole stazza della vittima, la sua antica pratica di arti marziali e soprattutto il fucile da caccia calibro 12, regolarmente denunciato, che il Sestini custodiva all’interno del negozio che gestiva da quindici anni.Il gioielliere, dopo aver riempito di merce due borsoni, ha reagito. Ne è nata una colluttazione, al termine della quale dal fucile sono partiti due colpi: uno ha mancato il bersaglio, sfondando il bancone della bottega, mentre il secondo ha centrato a una gamba Gaetano Brancato, 62 anni, di origini napoletane, già conosciuto alle forze dell’ordine. Il proiettile ha reciso l’arteria femorale dell’uomo, e uccidendolo in pochi minuti. Il gioielliere lo ha poi riconosciuto come la stessa persona che nel pomeriggio di martedì, accompagnato da una ragazza, aveva «visitato» il suo negozio con la scusa dell’acquisto di un braccialetto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274962