Le commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera hanno approvato il lodo Alfano, con l’astensione dell’Udc. Il testo ora è atteso in aula. Tutta l’opposizione, a parte l’Udc che si è astenuta, ha votato contro il lodo Alfano. «Nella seduta di oggi – commenta ironico Roberto Zaccaria del Pd – non c’è stata davvero nessuna sorpresa. Noi abbiamo votato ovviamente contro e abbiamo contestato il testo nel merito e nel metodo. Noi, infatti, avremmo voluto una legge costituzionale e nel dibattito parlamentare che ci sarà in Aula denunceremo il fatto che tutto sia svolto nel disprezzo delle più elementari regole parlamentari». Nella seduta congiunta delle due commissioni, comunque, la maggioranza si è detta disponibile ad accogliere due emendamenti dell’opposizione. Si tratta di due proposte di modifica, una del Pd e una dell’Idv, che in commissione, però, sono state ritirate per essere poi ripresentate oggi pomeriggio alle 17 in Aula. Quella del Pd prevede che uno dei quattro vertici dello Stato non possa cambiare carica o funzione, nella stessa legislatura, senza che si riprenda il processo nei suoi confronti. Tanto per fare uno degli esempi indicati, insomma, se Berlusconi, che ora è presidente del Consiglio, dovesse essere poi eletto al Quirinale, sempre durante questa legislatura, non godrebbe più dell’immunità. I processi a suo carico riprenderebbero subito dopo la cessazione del suo primo incarico ai vertici dello Stato.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77007